I sapori della Fiera: eccellenze e cultura del cibo
La Fiera di San Giovanni è anche una festa del gusto. Ogni stand, ogni osteria, ogni degustazione racconta qualcosa di Spilamberto e del suo territorio, della sua storia e della sua comunità.
Le occasioni per mangiare bene e in compagnia sono numerose e distribuite in tutto il paese. In Piazza Caduti Libertà le associazioni spilambertesi animano stand gastronomici che sono anche un modo per conoscere da vicino il tessuto civico della comunità. In Piazza Sassatelli le Botteghe di Messer Filippo propongono “Sapori e suoni di San Giovanni”, con un’offerta enogastronomica che si intreccia con musica, mercatini e laboratori. Nel cortile parrocchiale di Via Monache il Ristorante Al Cortile offre cena nei giorni di venerdì e sabato, mentre in Piazza Roma l’Angolo del cocomero, con fette di cocomero, melone e frutta da passeggio, è uno di quegli appuntamenti semplici e irrinunciabili che appartengono alla memoria collettiva della Fiera.
Ma il cuore pulsante della cultura gastronomica della Fiera batte nel Giardino pensile e nella Corte d’Onore della Rocca Rangoni, dove la Condotta Slow Food Vignola e Valle del Panaro porta due esperienze di grande qualità. La prima è l’Osteria del Buono, Giusto e Solidale, che da anni porta in tavola i prodotti di piccoli artigiani e contadini del territorio, con un’attenzione speciale alle ricette autentiche, al riuso degli ingredienti e ai tagli più poveri: un vero manifesto gastronomico e culturale. Tra le serate dell’Osteria spicca una cena a cura di Andrea Rondinelli dell’Osteria dalla Zabariona di Ravenna, dedicata alla cucina tradizionale romagnola nella sua forma più autentica. La seconda proposta è “Conoscere il vino”, ciclo di degustazioni e laboratori dedicati al vino e al nocino: un’occasione per avvicinarsi con consapevolezza a due prodotti che parlano direttamente del nostro territorio.
Il nocino a Spilamberto è un simbolo. La sua ricetta originale è custodita dall’Ordine del Nocino Modenese, che ha sede proprio nel Torrione medievale di Spilamberto, ed è legata indissolubilmente alla ricorrenza di San Giovanni. Sono infatti i giorni della festa patronale quelli in cui tradizionalmente le donne raccoglievano le noci verdi per la sua preparazione. La presenza del nocino alla Fiera è un filo diretto con le radici della comunità.
A tutto questo si aggiunge, naturalmente, il Museo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, aperto con orario straordinario per tutta la durata della Fiera e animato da visite guidate in più turni giornalieri: un altro modo per trasformare la degustazione in conoscenza, e il piacere del gusto in consapevolezza culturale.